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Filosofia Analogica

uno stile di vita, una nuova modalità per leggere l'intera esistenza

  • La Filosofia Analogica

    La Filosofia Analogica

    La Filosofia Analogica di Stefano Benemeglio riconosce all’istanza inconscia una vera e propria intelligenza emotiva che agisce in base al suo principio cardine: l’analogia. Questa prospettiva si configura come strettamente legata a quello che chiamiamo “reale emozionale dell’individuo”, inteso come l’insieme dei turbamenti vissuti nel tempo passato e presente che appaiono fra loro connessi per il tramite del meccanismo dell’analogia. Per comprendere tale affermazione è sufficiente analizzare i turbamenti stessi: essi si configurano come i motivi a causa dei quali l’individuo non riesce a raggiungere la serenità e la felicità tanto agognate, proprio perchè incapace di far tacere il passato e le emozioni ad esso ricollegabili.
    L’analogia, richiamando il concetto di ripetizione e somiglianza, indica sostanzialmente le modalità mediante le quali l’inconscio ripropone e associa ad uno stesso stato emotivo elementi o eventi diversi fra loro.
    Da questo presupposto si può affermare che la Filosofia Analogica si distingue dalla Filosofia clinica poiché, nonostante abbiano in comune l’accettazione dell’esistenza di una dimensione inconscia, se la seconda pone attenzione al sintomo ( ossia all’alterazione emotiva) la prima si focalizza sulla fonte emozionale causa del sintomo stesso. Si pone pertanto maggiore attenzione al processo che ha portato ad un certo fatto ed alle corrispettive percezioni emotive, piuttosto che al modo in cui si è svolto e le relative conseguenze.
    La Filosofia Analogica avendo per oggetto il reale emozionale dell’individuo, nelle sue cause generali e remote, concentra l’attenzione sui tre principi dell’Uomo considerati non negoziabili: la Libertà, il Sogno e la Coscienza.
    Libertà, Sogno e Coscienza sono principi fra di loro in costante contrapposizione, così come lo sono l’istanza logica e l’istanza emotiva. L’entità di tali contrasti porta l’individuo ad affrontare con difficoltà le scelte, i conflitti e i problemi che la vita gli presenta; queste ultime hanno come principale conseguenza il disagio e la sofferenza dell’individuo stesso. In alcuni casi il contrasto citato può raggiungere livelli tali da portare il soggetto ad un blocco dell’azione, che lo condanna ad una vita vissuta da spettatore piuttosto che da protagonista.

  • Libertà, Sogno e Coscienza sono principi fra di loro in costante contrapposizione, così come lo sono l’istanza logica e l’istanza emotiva. L’entità di tali contrasti porta l’individuo ad affrontare con difficoltà le scelte, i conflitti e i problemi che la vita gli presenta; queste ultime hanno come principale conseguenza il disagio e la sofferenza dell’individuo stesso. In alcuni casi il contrasto citato può raggiungere livelli tali da portare il soggetto ad un blocco dell’azione, che lo condanna ad una vita vissuta da spettatore piuttosto che da protagonista. Questo tipo di comportamento, nell’ottica della Filosofia Analogica benemegliana, non assume i connotati del “male oscuro”, termine utilizzato nell’ambito della Filosofia clinica per indicare la presenza di una malattia ( per lo più di natura depressiva), ma bensì come uno stato di infelicità. Da qui uno degli assiomi portanti della Filosofia Analogica: “tu non sei malato, sei solo infelice”.
    Tale infelicità si traduce in un’incapacità da parte dell’individuo nel gestire le problematiche della vita quotidiana per via dell’oltraggio ad uno dei tre principi: Libertà, Sogno e Coscienza. Essi vengono chiamati appunto principi non negoziabili. L’oltraggio si sostanzia nell’offesa della dignità di Uomo/Maschio o di Donna/Femmina, che si incarna in una vera e propria crisi di identità con correlata incapacità nel soddisfare le proprie esigenze, a causa di ostacoli considerati insormontabili e di rifiuti subiti dall’oggetto dei propri desideri.
    Interrompere questo circolo vizioso si può solamente imparando a liberarsi dalle proprie paure e dalle errate idee dominanti che ci attanagliano, poiché questo ci permette di riacquistare la dignità perduta.
    Obiettivo principale della Filosofia Analogica è la ricerca della felicità.
    Il concetto di felicità proposto da Stefano Benemeglio per il tramite della sua filosofia è un concetto del tutto legato al mondo emozionale: felice è infatti colui che è in grado di perseguire i propri sogni in piena libertà ed in pace con la propria coscienza.
    Seguire i principi di tale filosofia significa adottare uno stile di vita che riconosce ed elegge a ruolo di regista l’istanza emotiva piuttosto che quella razionale.
    Se la Filosofia Analogica rappresenta l’insieme dei principi e delle basi epistemologiche frutto degli studi e delle ricerche di Stefano Benemeglio, la Psicologia Analogica ne rappresenta il pragmatismo.

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