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Seguendo il percorso didattico sulla comunicazione analogica interattiva e le ulteriori specializzazioni, l’allievo potrà ottenere la qualifica di Consulente Analogico: un vero e proprio esperto di comunicazione non verbale, un interprete dei linguaggi emotivi , un analogista.
Il Consulente Analogico è in grado di fornire consulenze in ambito motivazionale, relazionale, aziendale, sportivo, nel trattamento di problematiche individuali rivolte al riequilibrio emozionale e all’eliminazione delle cattive abitudini.
Questa figura è assimilabile a quella di un personal trainer che guida, aiuta e consiglia laddove le istituzioni, il modus vitae della società, il rapporto con gli amici o addirittura con la famiglia siano carenti.
Il Consulente Analogico fornisce a gruppi o al singolo cliente gli strumenti analogici in grado di far avvenire, nella realtà, quel cambiamento necessario a sbloccare situazioni insoddisfacenti e ripetitive che ostacolano la crescita personale e che, se non risolte, possono portare ad uno stato di disistima, di frustrazione e di insuccesso nella vita privata e professionale.
Si propone inoltre di faremergere le potenzialità intrinseche della persona, aiutandola a superare quei limiti del proprio modo di pensarsi/vedersi che ostacolano la sua realizzazione; questo può avvenire in ogni tipo di contesto e in ogni campo professionale.
Il Consulente Analogico può inoltre svolgere il ruolo di conferenziere, docente e tutor per il protocollo di formazione Analogic Program System, nei contenuti del Master in comunicazione analogica (corsi base e superiore) e del Master in discipline analogiche (corsi base e superiore), che sono patrimonio del CID-CNV.
La qualifica di Consulente Analogico permette l’uso e l’insegnamento delle discipline analogiche nel campo della comunicazione ma non autorizza l'esercizio della professione di psicologo ai sensi della legge 56/89.
L'acquisizione della qualifica di Consulente Analogico prevede una base culturale minima equivalente o equipollente al diploma di scuola superiore e, preferenzialmente, un titolo di laurea.
CONSULENTE ANALOGICO: COS’E’, COSA NON E’
La conoscenza dell’Uomo, nelle sue molteplici sfaccettature, è talmente importante, spesso anche critica nell’affrontare qualsiasi situazione della vita, da meritare di essere estesa a molteplici categorie professionali; ciò pur senza nulla togliere al ruolo fondamentale della figura professionale che elegge la psiche umana ed i problemi ad essa connessi quale proprio principale oggetto di studio universitario e post universitario. La “consulenza analogica” è una forma di counseling volta a capire le necessità analogiche proprie ed altrui. Per necessità analogiche si intendono quelle non razionali, quindi emozionali; esse sono difficili a definirsi poichè sfuggono ad ogni incasellamento logico, ma ne diventa evidente l’esistenza nel caso in cui si pretenda di ignorarle o peggio reprimerle. Essa trova la sua genesi e più completa definizione negli aspetti teorici e pragmatici della disciplina analogica formalizzata da Stefano Benemeglio già dagli anni '80; la figura del Consulente Analogico era già stata istituita dal CID-CNV nel 1992 (vedi norme statutarie) con i relativi percorsi di formazione ed albo. Ciò avveniva prima che approdasse in Italia la figura del counselor di estrazione anglosassone.
Consulenza analogica, come si capisce da quanto detto, è una forma di counseling molto specifico e definito; esso non pretende di sfruttare tutte le estese conoscenze di psicologia, anzi esclude una formazione troppo vasta, “omnicomprensiva”, che va lasciata a chi si impegni con un percorso di studi adeguato presso sedi universitarie. Scopo del consulente analogico è acquisire e mantenere ai massimi livelli la competenza in fatto di comprensione delle necessità analogiche proprie ed altrui. Tale comprensione non può che migliorare la vita e rendere più fluidi ed appaganti i rapporti umani. Tali competenze sono di estrema utilità per gli stessi psicologi, medici ma anche educatori, manager, professionisti della comunicazione e comunque per tutte le persone la cui attività professionale contempli un significativo spazio dedicato al rapporto umano. Sono oggetto di attività professionale del consulente analogico tutte le attività descritte, nel rispetto delle leggi vigenti e del codice deontologico dell’albo interno all’Istituto CID-CNV.
Il Consulente Analogico è una figura diversa da quella dello psicologo e parimenti diversa da quella dello psicoterapeuta (sia esso psicologo o medico). Le molteplici definizioni date dagli autorevoli autori che hanno fatto la storia del Counseling o Counselling possono essere parte integrante di ciò che qualifica e definisce questa figura.
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